Lince e gatto, cosi vicini.


Si stima che oggi in Italia, poco più di quattro italiani su dieci abbiano un gatto (felis catus) nella propria abitazione. Questo animale, dalle forme sinuose e il suo aspetto simpatico, è sempre stato apprezzato dalle famiglie di tutto il mondo fino a diventare membro importante delle famiglie. Fin dall’infanzia, abbiamo imparato a conoscerlo attraverso i vari cartoni animati e i peluche che hanno riempito le nostre case. Tutti conosciamo e amiamo il gatto, ma quanti di noi conoscono il suo cugino selvatico, ovvero la lince(Lynx lynx)?.  Questo affascinante felide è un vero autentico antenato del gatto domestico, un parente stretto e misterioso che ha ispirato miti e leggende ma che purtroppo, come spesso succede alla fauna selvatica, da secoli è perseguitata dall’uomo senza trovare mai tregua fino ad arrivare all’estinzione. Questo animale, dai tratti mitologici che pochi hanno avuto il privilegio di osservare da vicino, attualmente sta a poco a poco riconquistando il suo territorio grazie ad una mirata ricerca e protezione della specie. Oggi impareremo a conoscere meglio questi due magnifici animali e cercheremo di farvi scoprire il loro lato più similare, unendo l’affetto per il compagno domestico alla curiosità per il suo cugino selvatico ed esploreremo insieme le caratteristiche che li accomunano e che rendono ciascuno di loro unico ma altrettanto simili nel loro genere.

ARTIGLIO DI GATTO, ARTIGLIO DI LINCE

I gatti domestici, appartenenti alla famiglia dei felidi (felidae) della sottofamiglia dei felini sono tra gli animali domestici più amati al mondo. Le loro caratteristiche fisiche e comportamentali possono variare notevolmente a seconda della razza; la FCA (Cat Fanciers Association) riconosce un totale di 44 razze feline mentre secondo l’ANF (Anagrafe Nazionale Felina), il numero di razze feline riconosciuto è di 41, dando ad ogni gatto un aspetto unico e affascinante. Le loro dimensioni variano considerevolmente dal tipo di razza ma in generale, i gatti sono animali di piccola taglia, con un peso medio compreso tra i 2,5 – 4,5 kg. La lunghezza del corpo varia dai 46 ai 51 cm, esclusa la coda, che può misurare tra i 20 e i 25 cm. Tuttavia, alcune razze possono pesare meno o più di questa media. Ad esempio, il Maine Coon è noto per essere una delle razze più grandi, mentre il Singapura una delle più piccole. Agile e muscoloso, il gatto ha zampe forti che gli permette di saltare e di arrampicarsi con facilità anche nei punti più alti. La coda che varia in lunghezza è essenziale per l’equilibrio ed è un vero e proprio strumento di comunicazione tra loro.

La loro testa è generalmente triangolare, con orecchie appuntite; gli occhi sono grandi e luminosi dotati di pupille verticali che si aprono e chiudono rapidamente per adattarsi alle diverse condizioni di luce. Ed è grazie al Tapetum Lucidum, ovvero uno strato riflettente dietro la retina che amplifica la luce, che i gatti hanno la capacità di vedere anche in condizioni di scarsa illuminazione. Inoltre il loro campo visivo è di circa 200 gradi (circa 20 gradi in più dell’uomo) permettendogli di avere una visone periferica più ampia utile per individuare prede o pericoli. La percezione dei colori non è come la nostra; infatti la loro visione è limitata ad una gamma di colori più stretta principalmente blu e verde. Invece colori come il rosso e l’arancione sono difficili da distinguere poiché vengono percepiti come tonalità di grigio. Il colore dei loro occhi, invece, può variare dal verde all’azzurro al giallo e al marrone.Il mantello folto e morbido del gatto è disponibile in una vasta gamma di colori e disegni inclusi tigrato, maculato e tinta unita. Alcune razze come la Sphynx, sono note per la loro quasi totale assenza di pelo. I gatti sono dotati di affilati artigli retrattili, una parte fondamentale della loro anatomia dalla funzione strettamente legata alla caccia delle prede, alla difesa personale e all’arrampicata, e che permette anche di marcare il proprio territorio grazie ai segni di graffi in luoghi ben specifici. Altra rilevante caratteristica sono senz’altro i loro baffi, chiamati correttamente vibrisse, importantissimi strumenti sensoriali altamente sensibili che li aiutano a percepire cambiamenti nell’ambiente, specialmente al buio e a mantenere il loro essenziale equilibrio, necessario per questi agili arrampicatori.

Molte di queste similitudini biologiche e comportamentali del gatto domestico possiamo ritrovarle nella lince Euroasiatica appartenente alla stessa sottofamiglia dei gatti, ovvero i felini. Questo affascinante mammifero di medie dimensioni, riconosciuto per le sue caratteristiche uniche e distintive, è diffuso in diverse regioni del mondo, tra cui Europa e Asia e appartiene ad una delle quattro specie di linci esistenti. Tra le quattro specie di lince (lince canadese, lince pardina e lince rossa) la lince eurasiatica è la più grande. Può raggiungere un’altezza al garrese tra i 50 e i 70 cm ed una lunghezza complessiva che varia tra gli 80 e i 120 cm. Il peso medio differisce tra i sessi, con i maschi che pesano tra i 20 e i 30 kg e le femmine tra i 18 e i 20 kg. Presenta un’elegante struttura corporea, compatta e muscolosa, con una testa larga e rotonda. Un suo tratto distintivo sono i tipici ciuffi di peli che adornano l’estremità delle sue orecchie, insieme a una folta barba sotto il mento e una coda corta dalla punta nera. Le zampe, grandi e pelose, appaiono quasi sproporzionate rispetto al resto del corpo e sono dotate di artigli affilati che svolgono gli stessi compiti del cugino domestico. Il mantello è denso e lungo, con variazioni cromatiche stagionali che passano dal rossiccio al giallo-marrone in estate, e dal marrone al grigio/bianco in inverno, spesso ornato da macchie scure.  Come il gatto, i suoi occhi hanno una sorta di superpotere; non per nulla esiste il famoso detto “vederci come una lince”. Questa eccezionale vista acuta, che viene considerata tra le migliori di tutti i predatori terrestri, è permessa da questi grandi occhi (posizionati frontalmente) dotati della visione binoculare che consente loro di valutare con precisione le distanze e di individuare prede anche in ampia lontananza. Essendo un animale crepuscolare e notturno, la loro visione possiede la capacità di adattarsi a condizioni di scarsa illuminazione esattamente come il gatto, dovuto alla presenza anche qui del tapetum lucidum. Le pupille verticali della lince, una caratteristica comune nei felini, permettono di controllare meglio la quantità di luce che entra nell’occhio, adattandosi rapidamente ai cambiamenti di luminosità. La lince presenta anche una membrana nittitante, una sorta di “terza palpebra” traslucida che può essere chiusa per proteggere l’occhio da polvere, sporco e lesioni, senza compromettere la visione. Gli occhi della lince sono molto espressivi e comunicano emozioni come paura, rabbia, sorpresa o curiosità, caratteristica che rende i loro occhi uno strumento unico tra tutti i predatori. Nonostante le differenze di dimensioni e habitat, la lince e il gatto domestico condividono vari tratti comportamentali simili. Sia l’uno che l’altro hanno sviluppato istinti di caccia acuti: ad esempio tendono ad osservare attentamente le loro prede prima di attaccare, utilizzando movimenti lenti e precisi prima di attaccare la preda. Sono entrambi cacciatori solitari che preferiscono avventurarsi da soli piuttosto che in gruppo ed usano i loro artigli affilati per afferrare e immobilizzare le prede. Generalmente mostrano un forte senso del territorio e sia la lince che il gatto lo marcano urinando o graffiando determinati punti per delimitarlo e possono diventare aggressivi se percepiscono un’intrusione nel loro spazio. Hanno simili abitudini di riposo: passano molte ore a dormire per conservare la loro energia per le attività di caccia mentre preferiscono riposare in luoghi sicuri e nascosti per sfuggire a pericoli o disturbi.

La lince e il gatto domestico, pur essendo animali prevalentemente solitari, possono esibire comportamenti sociali particolari. Entrambi utilizzano strumenti di comunicazione visiva e uditiva, come miagolii, fusa e posture del corpo per interagire con altri felini o esseri umani, e condividono, inoltre, una forte curiosità verso l’ambiente e gli oggetti nuovi. Senza dubbio questi tratti comuni rivelano l’inevitabile legame evolutivo tra le due specie, dimostrando che la domesticazione non ha completamente trasformato gli istinti naturali del gatto.

“LINCE EUROASIATICA (Lynx lynx) – © Wildani_photo”

DALL’ANTICO EGITTO FINO AL DIVANO DI CASA NOSTRA

I gatti hanno da sempre occupato un posto speciale nelle culture di tutto il mondo, venendo associati a divinità, magia e miti. Li troviamo nella storia dell’antico Egitto, dove erano considerati sacri tanto da venir associati alla dea Bastet, simbolo di casa, fertilità e protezione; ragion per cui, per questo popolo, uccidere un gatto era un grave reato, punibile addirittura con la morte, fatto che evidenzia l’importanza che questi animali possedevano nella società egizia, tanto che i cittadini più benestanti usavano farvici seppellire, dopo il proprio decesso (anche il gatto veniva  mummificato) sorretti dalla credenza di ritrovarsi poi nel aldilà.  Nel continente asiatico troviamo il “Maneki-neko“, una rappresentazione del tipico gatto portafortuna spesso raffigurato con una zampa alzata, considerato per i giapponesi un vero e proprio amuleto in quanto simboleggia buona sorte e protezione. Il gatto si rende ancora una volta protagonista nella mitologia norrena, dove sono legati a Freyja, la dea dell’amore, bellezza e fertilità, spesso raffigurata su un carro trainato da gatti. Emblema di grazia e forza, erano apprezzati dai vichinghi anche per il loro talento nella caccia.  Per i nordici dell’antica cultura celtica poi, i gatti erano associati al mondo degli spiriti e potevano essere visti come protettori: le mogli dei marinai erano solite avere un gatto nero nella propria abitazione come buon auspicio per il ritorno dei loro mariti. 

Natura misteriosa e indipendente, simbolo di potere e magia, il gatto non sempre è stato però ben accolto e amato: nell’Europa medioevale era accostato alla malasorte e alle streghe, in particolare come accadde per il gatto nero, suscitando superstizioni e credenze negative. Tutte queste leggende e credenze sono prova di come i gatti siano stati venerati e rispettati in diverse culture fin dall’antichità, riflettendo la loro natura misteriosa. 

“GATTO DOMESTICO (Felis catus) – © Wildani_photo”

LO SPIRITO DEI BOSCHI

Lince: felino silenzioso e rapido la cui presenza, tutt’oggi, rimane poco percettibile all’uomo. Difficili gli avvistamenti di questa creatura misteriosa seppure ancora vivamente presente. Nonostante la sua abilità e l’adattamento alla sopravvivenza non ha sempre avuto vita facile: benché oggi, grazie alla sua resilienza, cerca di  riguadagnarsi il proprio territorio, in passato è stata perseguitata dall’uomo fino al suo sterminio. Ma non sempre è stata vittima dell’uomo: in passato è anche stata venerata e rispettata, come testimoniato nella cultura dei nativi americani. Ricca di simbolismi e credenze spirituali, molti animali vi occupano un posto speciale come guide e protettori. Tra questi proprio la lince è spesso vista come un animale totemico, associato a saggezza e a poteri spirituali, e ad una simbologia unica e profonda, soprattutto da alcune tribù. Nella cultura Ojibwe, la lince è considerata un potente simbolo di intuizione e saggezza in quanto capace di vedere cose che gli umani non riescono, e di svelare misticamente verità nascoste. Anche per i Lakota, una delle tribù delle Pianure, la lince simboleggiava protezione e abilità nella caccia ed era venerata come una guida per i cacciatori, portando loro fortuna e successo nelle loro battute. 

La lince non veniva vista solo dai nativi d’America come animale ispiratore, ma anche nelle tradizioni scandinave veniva associata a simbolo di buon auspicio. Come nella cultura dei Sami, popolo indigeno della Scandinavia profondamente connesso alla natura e agli animali selvatici che considerava la lince portatrice di saggezza e fortuna, rispettandola anche in quanto guardiano delle foreste. Come il gatto, anche la lince, dunque, ha ispirato culture e popoli con il suo fascino e il suo mistero.

"LINCE: un felino silenzioso e rapido la cui presenza, tutt’oggi, rimane poco percettibile all’uomo."

“LINCE EUROASIATICA  (Lynx lynx) – © Wildani_photo ”

GATTO UOMO : UN RAPPORTO MILLENARIO

Il legame tra uomo e gatto domestico ha radici antichissime. Le loro tracce risalgono a circa 9.500 anni fa, in un periodo che viene fatto risalire al Neolitico. Le prime testimonianze di addomesticamento del gatto provengono dalla Mezzaluna fertile, una regione che comprende l’Egitto e il Vicino Oriente. In questa zona, i gatti selvatici iniziarono ad avvicinarsi agli insediamenti umani attratti dalla presenza di roditori, sviluppando nel tempo un rapporto di coesistenza sempre più stretto. Gli antichi Egizi furono tra i primi a venerare i gatti, considerandoli animali sacri. Questo legame portò a una maggiore diffusione dei gatti domestici in tutto il bacino del Mediterraneo, grazie anche ai contatti commerciali con altre civiltà. Alcuni importanti scavi come quelli di Tell es-Sultan, vicino alla città di Gerico (Israele), hanno portato alla luce resti di gatto probabilmente domestico. La scoperta di resti di gatti in siti archeologici come quello di Gerico suggerisce che questi animali erano già presenti nella regione in tempi antichi e che potrebbero aver avuto un ruolo nella vita delle comunità umane. Il rapporto con gli antichi Egizi era profondo tanto da tenere i gatti con loro in casa  dando vita anche all’usanza, nell’epoca tolemaica, di radersi le sopracciglia in segno di lutto alla morte dell’animale. Inoltre gli Egizi chiamavano i Fenici, popolo di navigatori e commercianti, “ladri di gatti”, poiché era loro abitudine, all’arrivo nei porti egizi, rubare e tenere sulle proprie navi alcuni felini per difendersi da topi oppure per venderli ad altre popolazioni come animali esotici. Le indagini genetiche hanno dimostrato che furono proprio i Fenici a portare i gatti in Sardegna, tanto che i membri dell’attuale popolazione di gatti selvatici (Felis libyca sarda) sono proprio i diretti discendenti di quegli esemplari. Nel corso dei secoli, il gatto ha continuato a evolvere il suo rapporto con l’uomo, passando da animale utile per la caccia ai topi a vero e proprio animale da compagnia. Oggi, il gatto domestico è uno degli animali più diffusi e amati a livello globale, capace di instaurare legami affettivi profondi con i propri compagni umani e arricchendo le nostre vite con la sua presenza.

“GATTO DOMESTICO (Felis catus) – © Wildani_photo”

MINACCE SENZA FINE PER LA LINCE

La lince eurasiatica è una specie a rischio in varie parti del suo areale, basta pensare che in Italia è praticamente estinta. 

In Europa, questa specie è distribuita su un territorio vasto con una popolazione stimata tra 8.000 e 9.000 individui suddivisi in 11 sotto popolazioni differenti. Più della metà è sparsa nei territori scandinavi e balcani, mentre nella regione alpina di  Svizzera, Austria, Slovenia, Francia e Italia, si stimano circa 160 linci; tuttavia, solamente 5-10 di questi animali sono stati avvistati sui versanti alpini italiani, esemplari che arrivano spontaneamente dai confini di Slovenia e Svizzera. Le minacce principali che affronta sono molteplici e richiedono interventi mirati per la sua conservazione. Ma quali sono i principali rischi per la sua sopravvivenza? In passato, la lince è stata perseguitata perché considerata una minaccia per il bestiame e un competitore nella caccia. Oggi è il commercio della sua pelliccia a metterla in pericolo; sebbene sia attualmente illegale, il bracconaggio persiste. Un altro problema è indubbiamente la riduzione delle prede naturali come caprioli e camosci, a causa della caccia eccessiva da parte dell’uomo. Come se non bastasse, la sua sopravvivenza viene compromessa anche dalla distruzione del loro habitat a favore della deforestazione, dell’urbanizzazione e della costruzione di infrastrutture come strade e ferrovie. Aspetto che complica ulteriormente le loro vite  rendendo difficile la ricerca di prede, conseguendo la dispersione dei giovani, e ostacolando la connessione tra le diverse popolazioni isolandole geneticamente e  facendole diventare più vulnerabili all’estinzione a causa della consanguineità e della ridotta variabilità genetica. In alcuni paesi, come per esempio in Svizzera, la lince è stata reintrodotta. Tuttavia, il suo processo di ripopolamento risulta essere più lento e complesso rispetto a quello di altri grandi carnivori, come per esempio quello del lupo.  Tra le sfide maggiori che devono affrontare vi è il conflitto con gli insediamenti dell’uomo adiacenti al loro habitat che costituisce un ostacolo cruciale alla convivenza tra questi animali e le attività umane. Per garantire un’interazione armoniosa è essenziale adottare strategie ben ponderate e interventi mirati. Diverse organizzazioni mondiali dedicate alla protezione dell’ambiente stanno lavorando incessantemente per assicurare che la lince possa tornare a essere una presenza stabile nei nostri ecosistemi. 

Tra le misure messe in atto spiccano la mitigazione del conflitto con gli allevatori, attraverso la promozione dell’uso di strumenti di prevenzione come recinti elettrici e cani da guardiania, e le campagne di sensibilizzazione ed educazione, che hanno l’obiettivo di aumentare il livello di tolleranza delle popolazioni locali nelle aree interessate dal ritorno di questi predatori.La conservazione della lince richiede una strategia a lungo termine incentrata sullo scambio genetico tra popolazioni , elemento cruciale per la loro sopravvivenza. la lince eurasiatica, presenta difficoltà nel colonizzare spontaneamente l’intero arco alpino e altre regioni dell’Europa occidentale. Per promuovere la diffusione della lince, è essenziale attuare misure come il trasferimento di individui in nuove aree, la conservazione e creazione di corridoi di collegamento per facilitare la dispersione naturale e aumentare la diversità genetica delle popolazioni, con particolare attenzione a quella alpina. Inoltre, per garantire il successo di queste iniziative, è necessario migliorare le misure di prevenzione contro le azioni illegali, come gli abbattimenti non autorizzati, e rafforzare la protezione legale, affinché la lince possa avere una presenza duratura nel nostro ecosistema. 

Infine, è fondamentale sottolineare l’importanza della collaborazione tra comunità locali, governi e organizzazioni ambientali, poiché solo attraverso sforzi congiunti è possibile garantire un futuro in cui la lince e altre specie possano prosperare accanto alle attività umane. La lince è un riflesso selvaggio del gatto domestico, un animale incredibile che condivide con il nostro amico a quattro zampe molteplici somiglianze, non solo fisiche ma anche comportamentali. La loro eleganza, il movimento sinuoso e il comportamento misterioso li rendono cosi unici e affascinanti. Le storie che avvolgono queste creature sono cariche di mistero e magia; linci e gatti hanno ispirato leggende e racconti in diverse culture, grazie alla loro natura elusiva e al loro sguardo penetrante che alimenta l’immaginazione. L’amore che nutriamo per i nostri amici pelosi può estendersi in modo rispettoso e senz’altro diverso verso le linci, nonostante le differenze di habitat e comportamento.  E tra un filo di affinità e un antico legame che unisce questi due felini, possiamo ammirare la bellezza della natura e la complessità del mondo animale. Conoscere e rispettare la lince può arricchire la nostra comprensione di tutti i felini, domestici e selvatici.

In fondo, nei riflessi dorati dello sguardo di un gatto, possiamo percepire l’anima e il sussurro di una lince che si muove silenziosa nella foresta.

Scritto da Wildani 

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